Associazione tra substrato miocardico, shock da defibrillatore cardioverter impiantabile e mortalità


È stata valutata una possibile associazione tra substrato miocardico, shock da defibrillatore cardioverter impiantabile ( ICD ) e successiva mortalità.

All'interno della popolazione dello studio MADIT-CRT ( Multicentre Automatic Defibrillator Implantation Trial-Cardiac Resynchronization Therapy ) ( n=1.790 ) è stata studiata l'associazione tra substrato del miocardio, shock da defibrillatore cardioverter impiantabile e successiva mortalità a 1 anno di follow -up.

La probabilità cumulativa a 4 anni di shock da defibrillatore cardioverter impiantabile è stata del 13% per shock appropriati e del 6% per shock inappropriati.

Rispetto ai pazienti che non hanno mai ricevuto la terapia con defibrillatore cardioverter impiantabile, i pazienti che hanno ricevuto shock appropriati hanno presentato un aumento del rischio di mortalità ( hazard ratio, HR=2.3, P minore di 0.001 ), che è rimasto aumentato dopo aggiustamento per il rimodellamento ecocardiografico a 1 anno ( HR=2.8, P=0.001 ).

Solo la stimolazione anti-tachicardia ( ATP ) appropriata non è risultata associata a un aumento della mortalità ( P=0.42 ).

I ricercatori non sono stati in grado di dimostrare una associazione tra shock inappropriati ( P=0.53 ) o stimolazione anti-tachicardia non-appropriata ( P=0.10 ) e un aumento della mortalità.

Uno stadio avanzato della malattia miocardica strutturale, vale a dire volumi ecocardiografici di base più elevati e mancanza di rimodellamento a 1 anno, è stato riscontrato nei pazienti che hanno ricevuto shock appropriati ma non nei pazienti che hanno ricevuto shock inappropriati o nessuno shock.

In conclusione, nello studio MADIT-CRT, ricevere adeguati shock mediante defibrillatore cardioverter impiantabile era associato a un aumentato rischio di mortalità successiva.
Questa associazione non era evidente solo per la stimolazione anti-tachicardica appropriata.
Questi risultati, insieme con la forma avanzata della malattia cardiaca strutturale nei pazienti che hanno ricevuto shock appropriati, indicano che il miocardio compromesso è un fattore che contribuisce alla maggiore mortalità associata con un'appropriata terapia di shock mediante defibrillatore cardioverter impiantabile. ( Xagena2014 )

Sood N et al, Eur Heart J 2014; 35: 106-115

Cardio2014



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