Impatto del rigurgito mitralico sull'esito dei pazienti trattati con defibrillatore biventricolare


E’stata valutata l'influenza del rigurgito mitralico clinicamente significativo sulla risposta clinico-ecocardiografica e l'esito nei pazienti con scompenso cardiaco trattati con un defibrillatore biventricolare ( terapia di resincronizzazione cardiaca defibrillatore [ CRT-D ] ).

Un totale di 659 pazienti con insufficienza cardiaca sono stati sottoposti con successo a impianto di CRT-D e sono stati arruolati in un registro multicentrico prospettico ( follow-up mediano di 15 mesi ).

In seguito alla valutazione ecocardiografica basale, i pazienti sono stati stratificati in due gruppi in base alla gravità del rigurgito mitralico: 232 pazienti con rigurgito di gravità maggiore ( Gruppo MR+: grado 2, 3 e 4 ) rispetto ai 427 pazienti con rigurgito lieve ( grado 1 ) o non-funzionale ( Gruppo MR- ).

Alla valutazione ecocardiografica a 6 e 12 mesi, il rigurgito mitralico è risultato migliorato nella maggior parte dei pazienti con patologia di maggiore gravità, mentre è rimasto invariato nella maggior parte dei pazienti senza compromissione funzionale.

A 12 mesi, la risposta a CRT era paragonabile tra i due gruppi, in termini di grado di rimodellamento inverso del ventricolo sinistro e risposta combinata clinica ed ecocardiografica.

Durante il lungo periodo di follow-up, la sopravvivenza libera da eventi non è risultata differente tra i pazienti con più grave rigurgito mitralico e i pazienti con rigurgito non-funzionale, anche quando sottopopolazioni di pazienti con cardiopatia ischemica e con cardiomiopatia dilatativa sono state analizzate in modo distinto.

All'analisi multivariata, l'unico predittore indipendente di morte per qualsiasi causa era la mancanza di trattamento con beta-bloccanti.

L'analisi osservazionale ha fornito elementi a sostegno dell'uso di CRT-D nei pazienti con scompenso cardiaco e con rigurgito della mitrale clinicamente significativo.
Il rigurgito mitralico non ha avuto grande influenza sulla prognosi del paziente. ( Xagena2012 )

Boriani G et al, Pacing Clin Electrophysiol 2012; 35:146-154


Cardio2012



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