Amiodarone versus Lidocaina nella fibrillazione ventricolare resistente allo shock


La Lidocaina è stato per lungo tempo il farmaco elettivo nel trattamento della fibrillazione ventricolare, resistente alla cardioconversione con DC-shock.
Lo studio compiuto al St Michael’s Hospital di Toronto in Canada, ha confrontato la Lidocaina e.v. con l’Amiodarone e.v., come terapia aggiuntiva alla defibrillazione nei soggetti colpiti da arresto cardiaco extraospedaliero.
I pazienti arruolati presentavano una fibrillazione ventricolare accorsa in ambiente extraospedaliero resistente a 3 scariche elettriche, all’Epinefrina per via endovenosa e ad un’ulteriore scarica, o una recidiva di fibrillazione ventricolare dopo un’iniziale defibrillazione.
L’end-point primario era rappresentato dalla percentuale dei pazienti sopravvissuti.
Hanno preso parte allo studio 347 pazienti, di età media 67 +/- 14 anni.
L’intervallo medio tra il tempo di partenza del soccorso e l’arrivo sul posto è stato di 7 +/- 3 minuti, mentre l’intervallo di tempo tra la partenza dei soccorsi e la somministrazione del farmaco (Lidoacina o Amiodarone) è stata di 25 +/- 8 minuti.
Dopo trattamento con Amiodarone, il 22,8% dei 180 pazienti sopravvissuti è stata ricoverata in ospedale contro il 12% dei 167 pazienti trattati con Lidocaina (p = 0.009, OD: 2,17 ; 95% CI, 1,21-3,83).
Pertanto la somministrazione dell’Amiodarone ai pazienti con fibrillazione ventricolare in ambiente extraospedaliero resistente alle scariche elettriche ha comportato una percentuale di sopravvivenza maggiore rispetto alla Lidocaina.

Dorian P et al, N Engl J Med 2002; 346: 884-890
( Xagena2002 )


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