Serelaxina, relaxina-2 umana ricombinante, per il trattamento dello scompenso cardiaco acuto


Serelaxina, relaxina-2 umana ricombinante, è un ormone peptidico vasoattivo con molti effetti biologici ed emodinamici.

In uno studio pilota, Serelaxina è risultata sicura e ben tollerata con segnali positivi di esito clinico in pazienti con scompenso cardiaco acuto.

Lo studio RELAX-AHF ( RELAXin in Acute Heart Failure ) ha testato l’ipotesi che pazienti trattati con Serelaxina potessero avere un maggior sollievo dalla dispnea rispetto ai pazienti trattati con terapie standard e placebo.

Lo studio RELAX-AHF è uno studio internazionale, in doppio cieco e placebo-controllato, che ha arruolato pazienti ricoverati in ospedale per scompenso cardiaco acuto e assegnati in maniera casuale e in un rapporto 1:1 a terapia standard più 48 ore di infusioni intravenose di placebo oppure di Serelaxina ( 30 mcg/kg al giorno ) entro 16 ore dalla presentazione.

Tutti i pazienti mostravano dispnea, congestione alla radiografia toracica, aumento di BNP ( propeptide natriuretico di tipo B ) o di NT-proBNP ( frammento N-terminale del propeptide natriuretico di tipo B ), insufficienza renale da lieve a moderata e pressione sistolica superiore a 125 mmHg.

Gli endpoint primari che hanno valutato il miglioramento della dispnea erano il cambiamento rispetto al basale nell’area sotto la curva alla scala analogica visiva ( VAS AUC ) al giorno 5 e la proporzione di pazienti con dispnea moderata o marcata misurata mediante la scala Likert durante le prime 24 ore, entrambi analizzati per intention-to-treat.

Nello studio, 1.161 pazienti sono stati assegnati in maniera casuale a Serelaxina ( n=581 ) oppure a placebo ( n=580 ).

La Serelaxina ha migliorato la VAS AUC dell’endpoint primario di dispnea ( 448 mm × ora; p=0.007 ) rispetto a placebo, ma non ha avuto un effetto significativo sull’altro endpoint primario ( scala Likert; placebo, 150 pazienti [ 26% ]; Serelaxina, 156 [ 27% ]; p=0.70 ).

Non sono stati osservati effetti significativi per gli endpoint secondari di decesso cardiovascolare o nuovo ricovero in ospedale per scompenso cardiaco o insufficienza renale ( placebo, 75 eventi [ stime di Kaplan-Meier a 60 giorni, 13.0% ]; Serelaxina, 76 eventi [ 13.2% ]; hazard ratio [ HR ] 1.02, p=0.89 ] o giorni di vita fuori dall’ospedale fino al giorno 60 ( placebo, 47.7 giorni; Serelaxina, 48.3; p=0.37 ).

Il trattamento con Serelaxina è risultato associato a riduzioni significative di altri endpoint aggiuntivi pre-specificati, inclusi meno decessi al giorno 180 ( placebo, 65 decessi; Serelaxina, 42; HR=0.63; p=0.019 ).

In conclusione, il trattamento della insufficienza cardiaca in forma acuta con Serelaxina è risultato associato a sollievo dalla dispnea e miglioramento in altri esiti clinici, ma non ha avuto effetto sul nuovo ricovero in ospedale.
Il trattamento con Serelaxina è risultato ben tollerato e sicuro, supportato anche dalla riduzione della mortalità a 180 giorni. ( Xagena2013 )

Teerlink JR et al, Lancet 2013; 381: 29-39

Cardio2013 Farma2013


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