Accesso radiale versus femorale nei pazienti con sindromi coronariche acute sottoposti a trattamento invasivo


Non è chiaro se l’accesso radiale rispetto a quello femorale migliori gli esiti nei pazienti non-selezionati con sindromi coronariche acute sottoposti a trattamento invasivo.

È stato effettuato uno studio randomizzato, multicentrico, di superiorità confrontando l'accesso transradiale con quello transfemorale nei pazienti con sindrome coronarica acuta con o senza infarto miocardico con sopraslivellamento ST che stavano per sottoporsi ad angiografia coronarica e intervento coronarico percutaneo ( PCI ).

I pazienti sono stati randomizzati all'accesso radiale o femorale stratificando per uso di Ticagrelor ( Brilique ) o Prasugrel ( Efient ), tipo di sindrome coronarica acuta ( infarto miocardico con sopraslivellamento ST [ STEMI ], troponina positiva o negativa, sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento del tratto ST [ NSTEMI ] ) e uso previsto di intervento coronarico percutaneo immediato.

I valutatori di esito non erano a conoscenza dell'assegnazione del trattamento.

I risultati co-primari a 30 giorni sono stati eventi avversi cardiovascolari maggiori, definiti come morte, infarto miocardico, o ictus, ed eventi clinici avversi, definiti come eventi avversi cardiovascolari maggiori o sanguinamento maggiore Academic Research Consortium ( BARC ) estraneo a intervento di bypass coronarico.

L'analisi è stata intention-to-treat.

Sono stati randomizzati 8.404 pazienti con sindrome coronarica acuta, con o senza sopraslivellamento del tratto ST, ad accesso radiale ( n=4.197 ) o femorale ( n=4.207 ) per angiografia coronarica e intervento coronarico percutaneo.

369 pazienti ( 8.8% ) con accesso radiale hanno presentato eventi avversi cardiovascolari maggiori, rispetto a 429 pazienti ( 10.3% ) con accesso femorale ( rate ratio RR=0.85, P=0.0307 ), non-significativo ad alfa di 0.025.

410 pazienti ( 9.8% ) con accesso radiale sono andati incontro a eventi clinici avversi rispetto a 486 pazienti ( 11.7% ) con accesso femorale ( 0.83, P=0.0092 ).

La differenza è stata guidata da sanguinamento maggiore BARC non-correlato a intervento chirurgico di bypass della arteria coronarica ( 1.6% vs 2.3%, RR=0.67, P=0.013 ) e mortalità per tutte le cause ( 1.6% vs 2.2%, RR=0.72, P=0.045 ).

Nei pazienti con sindrome coronarica acuta sottoposti a gestione invasiva, l’accesso radiale rispetto a quello femorale riduce gli eventi clinici avversi, attraverso una riduzione del sanguinamento maggiore e della mortalità per qualsiasi causa. ( Xagena2015 )

Valgimigli M et al, Lancet 2015;385:2465-2476

Cardio2015



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