Apixaban dopo sindromi coronariche acute in pazienti con precedente ictus: studio APPRAISE-2


I pazienti con precedente ictus sono a maggior rischio di eventi cardiovascolari ricorrenti post-sindromi coronariche acute ( ACS ) e possono avere un profilo rischio / beneficio diverso con la terapia antitrombotica rispetto ai pazienti senza precedente ictus.

Sono stati studiati 7.391 pazienti con sindrome coronarica acuta dallo studio APPRAISE-2, stratificati per la presenza o l'assenza di un precedente ictus.
Le caratteristiche di base e gli esiti di morte cardiovascolare, infarto miocardico o ictus sono stati confrontati tra i gruppi.
Le interazioni tra ictus precedente, assegnazione del trattamento ( Apixaban [ Eliquis ] vs placebo ) ed esiti sono state testate prima e dopo l'aggiustamento secondo variabili.

In totale 902 pazienti ( 12% ) avevano sofferto in precedenza di ictus. Quelli con precedente ictus erano più anziani ( 69 vs 67 anni ), avevano più ipertensione ( 91% vs 77% ), malattia vascolare periferica ( 22% vs 18% ), funzionalità renale compromessa ( 38% vs 30% ) ma meno diabete ( 44% vs 48% ), rispetto a quelli senza ictus precedente.

I pazienti con ictus precedente versus nessun ictus precedente avevano tassi più elevati non-aggiustati di morte cardiovascolare ( 4.8% vs 4.0% ), infarto miocardico ( 11.2% vs 7.1% ) e ictus ischemico ( 3.2% vs 0.9% ).

I pazienti con precedente ictus assegnati ad Apixaban avevano tassi simili del composito di morte cardiovascolare, infarto miocardico o ictus, rispetto a quelli assegnati al placebo ( hazard ratio, HR=1.39 ).

I pazienti senza precedente ictus assegnati ad Apixaban presentavano tassi simili di morte cardiovascolare, infarto miocardico o ictus ischemico, rispetto a quelli assegnati al placebo ( HR=0.87; P interazione=0.041 ).

Il follow-up mediano è stato di 240 giorni.

In conclusione, i pazienti con precedente ictus presentano un rischio più elevato di eventi cardiovascolari ricorrenti post-sindrome coronarica acuta, e presentano un differente profilo rischio / beneficio con anticoagulanti orali. ( Xagena2018 )

Sherwood MW et al, Am Heart J 2018; 197: 1-8

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