Terapia standard più Eparina a basso peso molecolare nei pazienti con tumore del polmone


Il tromboembolismo venoso ( VTE ) è comune nei pazienti affetti da cancro.
Le evidenze hanno suggerito che l’Eparina a basso peso molecolare ( LMWH ) potrebbe migliorare la sopravvivenza nei pazienti con cancro, prevenendo sia il tromboembolismo venoso, sia la progressione delle metastasi.
Nessuno studio in un unico tipo di cancro era dimensionato per dimostrare una differenza di sopravvivenza clinicamente significativa.

È stato condotto uno studio multicentrico, in aperto, randomizzato, FRAGMATIC, per valutare l'aggiunta di una dose profilattica primaria di Eparina a basso peso molecolare per 24 settimane al trattamento standard nei pazienti con tumore del polmone di nuova diagnosi di qualsiasi stadio e istologia.

L'esito primario era la sopravvivenza a 1 anno.
Gli esiti secondari includevano la sopravvivenza libera da metastasi, la sopravvivenza libera da tromboembolismo venoso, la tossicità e la qualità di vita.

Per lo studio, sono stati assegnati 2.202 pazienti in modo casuale a due bracci di trattamento per 4 anni.

Lo studio non ha raggiunto il numero previsto di eventi per l'analisi primaria ( 2.047 decessi ) e i dati sono stati analizzati dopo 2.013 decessi.

Non c'è stata evidenza di una differenza nella sopravvivenza generale o libera da metastasi tra i due bracci ( hazard ratio, HR=1.01; P=0.814; e HR=0.99; P=0.864, rispettivamente ).

C'è stata una riduzione del rischio di tromboembolismo venoso dal 9.7% al 5.5% ( HR=0.57; P=0.001 ) nel braccio Eparina a basso peso molecolare e nessuna differenza negli eventi emorragici maggiori, ma c’è stata evidenza di un aumento del composito di sanguinamento maggiore e sanguinamento clinicamente rilevante non-maggiore nel braccio Eparina a basso peso molecolare.

In conclusione, l’Eparina a basso peso molecolare non ha migliorato la sopravvivenza globale nei pazienti con cancro del polmone in questo studio.
Una significativa riduzione di tromboembolismo venoso è risultata associata a un aumento del sanguinamento clinicamente rilevante non-maggiore.
Sono necessarie strategie mirate per i pazienti a maggiore rischio di tromboembolismo venoso. ( Xagena2016 )

Macbeth F et al, J Clin Oncol 2016; 34: 488-494

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