L’ipotiroidismo


L’ipotiroidismo è il risultato della deficienza degli ormoni Triiodotironina ( T3) e Tiroxina ( T4).
La malattia colpisce maggiormente le donne. La principale causa nel modo di ipotiroidismo è la scarsa assunzione di iodio con la dieta.
Nei Paesi sviluppati la gran parte dei casi di ipotiroidismo è di natura autoimmnune o dovuta a trattamento dell’ipertiroidismo.

Il 90% dell’ipotiroidismo primario è rappresentato dall’ipotiroidismo atrofico spontaneo, dall’insufficienza tiroidea dopo chirurgia, dalla terapia con iodio radioattivo e dalla tiroidite autoimmune di Hashimoto.

L’ipotiroidismo secondario è meno comune ed è causato da disfunzioni pituitarie, in cui l’assenza di TSH porta all’atrofia della ghiandola.

L’ipotiroidismo nei bambini comporta riduzione della velocità di crescita ed arresto dello sviluppo puberale.

L’ipotiroidismo neonatale è la causa di cretinismo ( 1: 4000), che si caratterizza con bassa statura, lineamenti grossolani, naso allargato ed appiattito, capelli radi, cute secca, ritardo nell’età ossea e di dentizione.

Negli adulti la malattia può presentarsi con cambiamenti mixedematosi nei tessuti con infiltrazione di mucopolissaridi, acido ialuronico, e condroitin-solfato.

La secchezza della pelle ed i capelli radi sono altre comuni caratteristiche e l’infiltrazione dei nervi mediani può portare alla sindrome del tunnel carpale. Inoltre si osserva aumento di peso, costipazione, rallentamento mentale. Successivamente si può avere edema periorbitario e macroglossia, a causa dell’infiltrazione di tessuto sottocutaneo con mucopolisaccaridi.

I pazienti sono spesso molto sensibili al freddo e tendono a coprirsi in modo eccessivo.

Gli effetti sistemici comprendono ingrandimento del cuore, sia per la dilatazione che per il versamento pleurico, bardicardia ed ascite.
Nei casi gravi il paziente può cadere in come mixedematoso con ipotermia anche fatale.

L’iperc olesterolemia è una conseguenza dell’ipotiroidismo e rappresenta un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.

La diagnosi si basa su alcuni segni e sintomi: rilassamento prolungato dei riflessi periferici e dal valore dei livelli di Tiroxina , del TSH e della presenza di anticorpi antitiroidei.

Gli anticorpi ai microsomi tiroidei o alla Tiroglobulina , o a entrambi, sono presenti nel siero del 90% dei pazienti con tiroidite di Hashimoto.

La malattia di Hashimoto è la più comune forma di ipotiroidismo ; si manifesta nella sesta decade e le donne sono 15 volte più a rischio degli uomini.

Le donne presentano anche una maggiore incidenza ( 6 volte) di ipotiroidismo atrofico spontaneo rispetto agli uomini.

Diversi pazienti hanno una storia di malattia di Graves, trattata per anni con successo con farmaci o radioiodio.
Questi pazienti possono presentare anche altre malattie autoimmuni, quali: anemia perniciosa, diabete mellito, malattia di Addison , vitiligine.

Talvolta l’ipotiroidismo può essere indotto da farmaci, quali il carbonato di litio, che come lo iodio inibisce il rilascio di ormoni tiroidei.

Il trattamento di tutti i casi di ipotiroidismo consiste nella somministrazione di Tiroxina. Nei pazienti con cardiopatia ischemica è opportuno somministrare inizialmente la Tiroxina a basso dosaggio ( 25 microgr), aumentandoli gradualmente ogni 4-6 settimane.
Infatti un inizio a dosaggio pieno di Tiroxina può causare in questi pazienti infarto miocardico.

Nell’ipotiroidsimo neonatale, infantile, e giovanile la terapia dovrebbe essere instaurata il prima possibile per evitare danni irreversibili.

Nell’ipotiroidismo ipofisario o ipotalamico prima di somministrare Tiroxina è opportuno trattare i pazienti con Idrocortisone, per evitare l’insorgenza di insufficienza surrenalica acuta.  ( Xagena2001 )


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