Cancro al polmone non-a-piccole cellule ALK-positivo: Alectinib ha dimostrato un miglioramento clinicamente significativo nella sopravvivenza globale rispetto a Crizotinib - Dati aggiornati dello studio ALEX


I dati aggiornati dello studio di fase 3 ALEX hanno indicato che Alectinib ( Alecensa ) ha dimostrato un miglioramento clinicamente significativo della sopravvivenza globale ( OS ) rispetto a Crizotinib ( Xalkori ) nei pazienti con carcinoma polmonare non-a-piccole cellule ( NSCLC ) ALK-positivo.

I dati hanno dimostrato un tasso di sopravvivenza globale ( OS ) a 5 anni del 62.5% con Alectinib rispetto al 45.5% con Crizotinib; tuttavia, i dati di sopravvivenza globale rimangono immaturi con il 37% degli eventi registrati ( hazard ratio [ HR ] stratificato, 0.67; IC 95%, 0.46-0.98 ).

La durata mediana del follow-up con Alectinib è stata di 48.2 mesi ( intervallo 0.5-62.7 ) rispetto a 23.3 mesi ( intervallo 0.3-60.6 ) con Crizotinib.
Il 34.9% dei pazienti nel braccio Alectinib e l'8.6% di quelli nel braccio Crizotinib erano ancora in terapia di studio al momento dell'analisi.
Non sono stati inoltre segnalati nuovi segnali di sicurezza con Alectinib.

Questo è il primo studio randomizzato globale sugli inibitori tirosin-chinasici di ALK di nuova generazione per dimostrare un miglioramento clinicamente significativo della sopravvivenza globale utilizzando un nuovo inibitore tirosin-chinasico di ALK rispetto a Crizotinib nei pazienti con tumore NSCLC ALK-positivo.

Nello studio di fase 3, in aperto, 303 pazienti di età uguale o superiore a 18 anni con tumore NSCLC ALK-positivo allo stadio IIIB/IV, non-trattato, e un punteggio ECOG da 0 a 2, sono stati randomizzati a ricevere 600 mg di Alectinib due volte al giorno o 250 mg di Crizotinib due volte al giorno.

L'end point primario dello studio era la sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) secondo valutazione dello sperimentatore.
Gli endpoint secondari includevano la sopravvivenza libera da progressione valutata da un Comitato di revisione indipendente ( IRC ), il tempo alla progressione della malattia al sistema nervoso centrale valutata da IRC, il tasso di risposta obiettiva, la durata della risposta, la sopravvivenza globale e la sicurezza.

Alla data cut-off dei dati del 29 novembre 2019, la sopravvivenza mediana globale non era ancora stata raggiunta con Alectinib rispetto ai 57.4 mesi con Crizotinib.
I tassi di sopravvivenza globale da 1 a 5 anni con Alectinib erano rispettivamente dell'84.3%, 72.5%, 67.0%, 65.3% e 62.5%, e con Crizotinib erano rispettivamente 82.5%, 65.3%, 57.0%, 51.2% e 45.5%.

Il beneficio della sopravvivenza globale di Alectinib rispetto a Crizotinib è risultato generalmente coerente in tutti i sottogruppi di pazienti.

In totale, 21 pazienti sono deceduti senza progressione della malattia e senza aver ricevuto alcuna terapia di follow-up.
Di 84 pazienti nel braccio Alectinib e 114 pazienti nel braccio Crizotinib che hanno manifestato progressione della malattia, incluso deterioramento sintomatico, la terapia successiva è stata somministrata rispettivamente nel 60.7% e nel 63.2% dei pazienti.

Altri inibitori tirosin-chinasici di ALK sono stati somministrati al 38.1% dei pazienti che hanno progredito nel braccio Alectinib e al 53.5% dei pazienti che hanno progredito nel braccio Crizotinib.
Lorlatinib e Crizotinib erano gli inibitori tirosin-chinasici di ALK più comuni impiegati nel braccio Alectinib ( 13.1% ciascuno ), rispetto a Ceritinib e Alectinib nel braccio Crizotinib.

Oltre agli inibitori tirosin-chinasici di ALK, i più comuni farmaci somministrati dopo la progressione della malattia nei bracci Alectinib e Crizotinib sono stati: Pemetrexed, Carboplatino e Cisplatino.
In particolare, il Pemetrexed è stato somministrato al 26.2% contro l'11.4% di coloro che progredivano rispettivamente nei bracci Alectinib e Crizotinib; il Carboplatino è stato somministrato rispettivamente al 19.0% e al 6.1% e il Cisplatino al 15.5% e al 6.1%.

Per quanto riguarda la sicurezza, sono stati segnalati eventi avversi di qualsiasi grado nel 97% di entrambi i bracci ( n = 147 ciascuno ).
Gli eventi avversi gravi si sono verificati nel 39% dei pazienti nel braccio Alectinib ( n = 59 ) rispetto al 32% dei pazienti nel braccio Crizotinib ( n = 48 ).
Gli eventi avversi di grado da 3 a 5 sono stati riportati rispettivamente nel 52% e nel 56% di quelli nei bracci Alectinib e Crizotinib.

Non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza in questa analisi aggiornata dei dati ALEX. ( Xagena2020 )

Fonte: ASCO Virtual Meeting, 2020

Pneumo2020 Onco2020 Farma2020


Indietro

Altri articoli

Ensartinib, un inibitore orale della tirosin-chinasi della chinasi ALK, ha mostrato efficacia sistemica e sul sistema nervoso centrale per i...


La segnalazione MET ( nota anche come recettore del fattore di crescita degli epatociti; HGFR ) è un fattore chiave...


I dati di una analisi ad interim di uno studio di fase 3, CROWN, hanno mostrato che la sopravvivenza...


Ensartinib è un potente inibitore ALK di nuova generazione con elevata attività contro un'ampia gamma di mutazioni ALK resistenti a...


Una analisi ad interim dello studio di fase 3, in aperto, eXalt3, ha mostrato che Ensartinib ha aumentato in modo...


Lorlatinib ( Lorviqua ), un inibitore di terza generazione della chinasi del linfoma anaplastico ( ALK ), ha attività antitumorale...


Brigatinib ( Alunbrig ), un inibitore di ALK, ha dimostrato una sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) superiore e...


La malattia positiva alla chinasi del linfoma anaplastico ( ALK-positiva ) si verifica in circa il 5% di tutti i...


Crizotinib ( Xalkori ), un inibitore della chinasi del linfoma anaplastico ( ALK ), MET e ROS1, è approvato per...