Danno epatico indotto da farmaco: Paracetamolo


Il danno epatico indotto da farmaci non è un evento avverso raro riscontrato nella pratica clinica, poiché un gran numero di composti, comprese le erbe e i farmaci alternativi, vengono metabolizzati nei microsomi epatici.
La presentazione clinica con conseguenze più dannose è rappresentata dall'insufficienza epatica fulminante, in cui i pazienti senza una storia di malattia epatica manifestano encefalopatia epatica e coagulopatia che precedono l'ittero.

Il Paracetamolo ( Tachipirina ), noto anche come Acetaminofene, è uno dei composti più comunemente utilizzati nel mondo; il suo uso come farmaco antipiretico o analgesico è stato predominante dal 1955, in particolare per il fatto che è facilmente accessibile in varie formulazioni come farmaco da banco.
In effetti, si stima che il Paracetamolo sia regolarmente consumato da oltre 60 milioni di americani su base settimanale, il che lo rende l'analgesico e l'antipiretico più utilizzato negli Stati Uniti.

Pubblicizzato come sicuro in dosi fino a 4000 mg ogni 24 ore dalla Agenzia regolatoria degli Stati Uniti ( FDA; Food and Drug Administration ), il consumo fino a questa dose generalmente non produce effetti tossici significativi.
Può essere difficile riconoscere la tossicità del Paracetamolo in parte a causa della sua disponibilità in varie formulazioni, come compresse, liquidi, supposte rettali e liquidi per via endovenosa, nonché in integratori combinati venduti come prodotti da banco e da prescrizione per analgesia.

I casi segnalati di epatotossicità indotta da Paracetamolo sono emersi per la prima volta negli Stati Uniti a metà degli anni '80 e da allora è stata osservata una incidenza crescente.

Il Paracetamolo è uno dei prodotti farmaceutici più comuni a causare danno epatico farmaco-indotto.
I tassi di mortalità sono stati approssimati pari a 0.4% nei pazienti con sovradosaggio, il che si traduce in 300 decessi all'anno negli Stati Uniti.

C'è un numero crescente di segnalazioni che suggeriscono che anche dosi più basse di Paracetamolo possono causare danno epatico acuto e insufficienza epatica.

E' stato descritto il fenomeno cosiddetto di disavventura terapeutica, coniato da Zimmerman et al., per il quale alcuni pazienti hanno presentato insufficienza epatica acuta nonostante il consumo di dosi ritenute sicure di Paracetamolo.
Alcuni di questi pazienti possono avere alcuni fattori di rischio specifici, come alterazioni nel metabolismo del Paracetamolo a livello mitocondriale e molecolare, che sono attualmente oggetto di studio nella speranza di chiarire ulteriormente il loro contributo a questa condizione pericolosa per la vita. ( Xagena2016 )

Yoon B et al, J Clin Transl Hepatol 2016: 28; 4: 131–142

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