Chemioradioterapia adiuvante per l’adenocarcinoma del pancreas operato


Benchè la chemioradiazione adiuvante sia comunemente utilizzata negli Stati Uniti per il trattamento del cancro pancreatico sottoposto a chirurgia, non esiste accordo sui benefici di questa terapia dal momento che i risultati degli studi clinici randomizzati sono contrastanti.

Un gruppo di ricerca del Dana Farber Cancer Institute a Boston negli Stati Uniti, ha compiuto una revisione della propria esperienza in serie consecutive e non-selezionate di pazienti trattati con terapia adiuvante a base di 5-Fluorouracile e radiazione per adenocarcinoma pancreatico sottoposto a intervento chirurgico.

Sono stati identificati 86 pazienti per il periodo 1998-2005.

Il 93% dei pazienti è stato trattato con radioterapia a fasci esterni in dose uguale o superiore a 50.4 gray, e il 91% dei pazienti ha ricevuto trattamento concomitante con 5-Fluorouracile in infusione continua.

Il 45% dei pazienti ha ricevuto trattamento adiuvante con Gemcitabina ( Gemzar ).

Il follow up mediano è stato di 31 mesi ( intervallo 21-62 mesi ) tra i 20 pazienti rimasti vivi.

Meno della metà dei pazienti ha mostrato margini di resezione positivi ( 33% ) o stretti ( inferiori a 1 mm; 15% ), l’81% dei tumori è stato identificato come T3 e il 66% dei pazienti ha mostrato un coinvolgimento linfonodale.

La sopravvivenza generale mediana per tutti i pazienti è stata di 22 mesi.

I linfonodi negativi ( P=0.016 ) sono risultati un fattore prognostico significativo per il miglioramento della sopravvivenza generale, mentre il trattamento con Gemcitabina ha mostrato una tendenza verso il miglioramento della sopravvivenza generale ( P=0.080 ).

La sopravvivenza mediana libera da malattia per tutti i pazienti è stata di 10 mesi.

Il trattamento con Gemcitabina ( P=0.044 ) e qualsiasi chemioterapia ( P=0.047 ) sono risultati predittori significativi di sopravvivenza libera da malattia.

L’87% ( n=75 ) dei pazienti ha presentato recidiva della malattia nella maggior parte dei casi con metastasi peritoneali ( 55% ) o epatiche ( 53% ).

I pazienti con linfonodi negativi hanno mostrato una tendenza verso un tasso inferiore di fallimento a distanza ( P=0.060 ).

In conclusione, la sopravvivenza mediana della coorte analizzata è risultata superiore a quella del ramo chemioradiazione degli studi EORTC ( European Organization for Research and Treatment of Cancer ) e ESPAC-1 ( European Study Group for Pancreatic Cancer ) e comparabile alla sopravvivenza osservata nel ramo chemioradiazione del Gastrointestinal Tumor Study Group ( GITSG ) .

Lo status dei linfonodi e il trattamento con chemioterapia adiuvante sono risultati predittori significativi, rispettivamente, di sopravvivenza generale e di sopravvivenza libera da malattia.
Futuri miglioramenti della sopravvivenza dovrebbero puntare a ridurre le metastasi peritoneali ed epatiche.
Sono necessari ulteriori studi per definire il ruolo della terapia adiuvante nell’adenocarcinoma pancreatico. ( Xagena2009 )

Hattangadi JA et al, Cancer 2009; 115: 3640-3650


Gastro2009 Farma2009 Onco2009


Indietro

Altri articoli

Dal 5% al 9% degli adenocarcinomi del dotto pancreatico ( PDAC ) si sviluppa in pazienti con mutazione BRCA1/2 o...


Onivyde è un medicinale antitumorale usato per trattare una forma di tumore denominato adenocarcinoma metastatico del pancreas, cioè esteso ad altre...


L'inclusione di Metformina nei bracci di trattamento di studi clinici sul cancro si basa su un miglioramento della sopravvivenza dimostrato...


La chemioterapia adiuvante migliora i tassi di sopravvivenza dei pazienti dopo resezione per adenocarcinoma pancreatico, ma la durata ottimale e...


Abraxane, il cui principio attivo è Paclitaxel legato a una proteina umana chiamata albumina, trova indicazione nel trattamento dei seguenti...


Il rash cutaneo è un evento avverso che potrebbe essere associato a maggiore sopravvivenza nei pazienti trattati con inibitori tirosin-chinasici...