Benralizumab efficace e sicuro per asma grave non-controllata con corticosteroidi ad alto dosaggio per via inalatoria e beta-2 agonisti a lunga durata d'azione


Benralizumab ha dimostrato efficacia e sicurezza nei pazienti con asma grave non-controllata da corticosteroidi ad alto dosaggio per via inalatoria e beta-2 agonisti a lunga durata d'azione, ed elevati livelli di eosinofili.

L’eosinofilia è associata a un peggioramento della gravità dell'asma e a riduzione della funzione polmonare, con maggiore frequenza di esacerbazione.

E’ stata valutata la sicurezza e l'efficacia di Benralizumab, un anticorpo monoclonale contro i recettori alfa dell’interleuchina-5 ( IL-5 ), che riduce gli eosinofili mediante citotossicità cellulo-mediata anticorpo-dipendente, per i pazienti con grave asma non-controllata e con eosinofilia.

Lo studio di fase 3 SIROCCO, randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli, controllato con placebo è stato effettuato in 374 siti in 17 Paesi.
Sono stati reclutati pazienti ( età 12-75 anni ) con una diagnosi di asma per almeno un anno e almeno due riacutizzazioni durante l’uso di corticosteroidi ad alto dosaggio per via inalatoria e beta-2 agonisti a lunga durata d'azione ( ICS più LABA ) nell'anno precedente.

I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a Benralizumab 30 mg o ogni 4 settimane ( Q4W ) o ogni 8 settimane ( Q8W; prime 3 dosi ogni 4 settimane ) oppure a placebo Q4W per 48 settimane come aggiunta al trattamento standard.
I pazienti sono stati stratificati secondo la conta degli eosinofili nel sangue di almeno 300 cellule per mcl e meno di 300 cellule per mcl.

L'endpoint primario era il tasso annuale di esacerbazione rispetto al placebo, e i principali endpoint secondari erano il volume espiratorio forzato in 1 secondo ( FEV1 ) pre-broncodilatatore e il punteggio totale dei sintomi di asma alla settimana 48, per i pazienti con conta degli eosinofili nel sangue di almeno 300 cellule per mcl.

Tra il 2013 e il 2015, sono stati arruolati 2.681 pazienti, 1.205 dei quali soddisfacevano i criteri di studio e sono stati randomizzati: 407 a placebo, 400 a Benralizumab 30 mg Q4W, e 398 a Benralizumab 30 mg Q8W.
267 pazienti nel gruppo placebo, 275 nel gruppo Benralizumab 30 mg Q4W e 267 nel gruppo Benralizumab 30 mg Q8W avevano una conta degli eosinofili nel sangue di almeno 300 cellule per mcl e sono stati inclusi nella popolazione di analisi primaria.

Rispetto al placebo, Benralizumab ha ridotto il tasso annuale di esacerbazione dell'asma in 48 settimane quando è stato somministrato Q4W ( rate ratio, RR=0.55; P minore di 0.0001 ) o Q8W ( RR=0.49; P minore di 0.0001 ).

Entrambi i regimi di dosaggio di Benralizumab hanno significativamente migliorato FEV1 pre-broncodilatatore nei pazienti alla settimana 48 rispetto al placebo ( variazione media dei minimi quadrati dal basale: gruppo Q4W 0.106 l; gruppo Q8W 0.159 l ).

Rispetto al placebo, i sintomi dell'asma sono risultati migliorati dal regime Q8W ( differenza media dei minimi quadrati -0.25 ), ma non dal regime Q4W ( -0.08 ).

Gli eventi avversi più comuni sono stati peggioramento dell’asma ( 105 su 797 pazienti, 13%, trattati con Benralizumab vs 78 su 407 pazienti, 19%, trattati con placebo ) e nasofaringite ( 93, 12%, vs 47, 12% ).

Questi risultati hanno confermato l'efficacia e la sicurezza di Benralizumab nei pazienti con asma grave ed eosinofili elevati, non-controllati da corticosteroidi per via inalatoria ad alto dosaggio più LABA, e forniscono il supporto perché Benralizumab sia considerato un'opzione aggiuntiva per il trattamento di questa malattia in questa popolazione di pazienti. ( Xagena2016 )

Bleecker ER et al, Lancet 2016; 388: 2115-2127

Pneumo2016 Farma2016


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