Valaciclovir per prevenire la trasmissione verticale del citomegalovirus dopo infezione primaria materna durante la gravidanza
Il citomegalovirus è una comune infezione congenita, con elevata morbilità dopo una precoce infezione materna primaria.
Non esistono mezzi efficaci per prevenire la trasmissione virale al feto.
Si è determinato se Valaciclovir ( Zelitrex ) possa prevenire la trasmissione verticale del citomegalovirus al feto nelle donne in gravidanza con una infezione primaria acquisita all'inizio della gravidanza.
È stato condotto uno studio prospettico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo presso la Infectious Feto-Maternal Clinic del Rabin Medical Center ( Petach Tikvah, Israele ).
Le donne incinte di età pari o superiore a 18 anni, con evidenza sierologica di una infezione primaria da citomegalovirus acquisita nel periodo periconcepimento o durante il primo trimestre di gravidanza, sono state assegnate in modo casuale a Valaciclovir orale ( 8 g al giorno, due volte al giorno ) oppure a placebo dall'arruolamento fino all'amniocentesi a 21 o 22 settimane gestazionali.
L'endpoint primario era il tasso di trasmissione verticale del citomegalovirus.
Le analisi statistiche sono state eseguite in base ai principi per protocollo.
Nel periodo 2015-2018 sono state arruolate e assegnate in modo casuale 100 pazienti a ricevere Valaciclovir oppure placebo.
10 pazienti sono state escluse, 5 da ciascun gruppo di studio; pertanto, l'analisi finale ha incluso 45 pazienti con tutti figli singoli nel gruppo Valaciclovir e 45 pazienti con 43 figli singoli e due serie di gemelli nel gruppo placebo.
Nel gruppo Valaciclovir, incluse sia le infezioni del primo trimestre che quelle periconcezionali, 5 amniocentesi su 45 ( 11% ) sono risultate positive per citomegalovirus, rispetto a 14 su 47 amniocentesi ( 30% ) nel gruppo placebo ( P=0.027; odds ratio [ OR ] 0.29, per la trasmissione verticale del citomegalovirus ).
Tra le partecipanti con una infezione primaria da citomegalovirus durante il primo trimestre, una amniocentesi positiva per citomegalovirus era significativamente meno probabile nel gruppo Valaciclovir ( 2 su 19 amniocentesi, 11% ) rispetto al gruppo placebo ( 11 su 23 amniocentesi, 48%; P=0.020 ).
Non sono stati segnalati eventi avversi clinicamente significativi.
Valaciclovir è efficace nel ridurre il tasso di infezione da citomegalovirus fetale dopo infezione primaria materna acquisita all'inizio della gravidanza.
Il trattamento precoce delle donne in gravidanza con infezione primaria potrebbe impedire l'interruzione della gravidanza o il parto di neonati con citomegalovirus congenito. ( Xagena2020 )
Shahar-Nissan K et al, Lancet 2020; 396: 779-785
Inf2020 Gyne2020 Pedia2020 Farma2020
Indietro
Altri articoli
Opdivo a base di Nivolumab nel carcinoma polmonare: precauzioni, fertilità, gravidanza e allattamento
Nivolumab ( Opdivo ) è un anticorpo monoclonale umanizzato impiegato nel trattamento di diversi tipi di neoplasia. Si lega al...
Gestione e follow-up della porpora trombotica trombocitopenica ad esordio in gravidanza
La porpora trombotica trombocitopenica ( TTP ) a esordio in gravidanza è una malattia rara e pericolosa per la vita,...
Rischio comparativo di malformazioni congenite maggiori con combinazioni di farmaci anticonvulsivanti rispetto alla monoterapia con Valproato in gravidanza
Il Valproato ( Depakin ) dovrebbe essere evitato in gravidanza, ma è il farmaco più efficace per l'epilessia generalizzata. Il...
Il trattamento antibiotico riduce l’intensità dell’infiammazione intra-amniotica nelle gravidanze con sanguinamento vaginale idiopatico nel secondo trimestre di gravidanza
Il sanguinamento idiopatico nel secondo trimestre di gravidanza complica meno dell’1% di tutte le gravidanze. Questa complicanza della gravidanza può essere...
I fibromi uterini aumentano il rischio di esiti avversi in gravidanza e in ostetricia
Secondo una meta-analisi, i fibromi uterini aumentano i rischi di esiti avversi in gravidanza ed ostetricia in termini di dimensioni,...
Impatto combinato dell’emicrania e dell’ipertensione indotta dalla gravidanza sul rischio a lungo termine di infarto miocardico prematuro e ictus
È noto che l’emicrania e l’ipertensione indotta dalla gravidanza ( PIH ) aumentino il rischio cardiovascolare. Tuttavia, l’evidenza è limitata...
I fibromi uterini aumentano i rischi di gravidanza e di esiti ostetrici avversi
Una meta-analisi ha evidenziato che i fibromi uterini aumentano i rischi di gravidanza avversa e gli esiti ostetrici; le dimensioni...
Vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale in gravidanza
Il virus respiratorio sinciziale ( VRS ) è un virus a RNA che infetta l’apparato respiratorio. Nella maggioranza dei casi...
Sicurezza delle tecniche di riproduzione assistita nelle giovani donne portatrici di mutazioni BRCA con una gravidanza dopo un cancro al seno
Per le giovani portatori di mutazioni BRCA sopravvissute al carcinoma mammario, le tecniche di riproduzione assistita ( ART ) non...
Stile di vita pre-gravidanza per ridurre la recidiva del diabete mellito gestazionale
L’intervento sullo stile di vita pre-concezionale ha il potenziale di ridurre il diabete mellito gestazionale, ma mancano dati di studi...