Inotersen nei pazienti con polineuropatia da amiloidosi ereditaria mediata da transtiretina: miglioramenti prolungati nei parametri della progressione neuropatica a 39 mesi


Sono stati pubblicati su European Journal of Neurology i dati a lungo termine relativi alla fase di estensione in aperto ( OLE ) dello studio NEURO-TTR su Inotersen ( Tegsedi ) nei pazienti con amiloidosi ereditaria da transtiretina ( hATTR ) e polineuropatia.
L’obiettivo primario dello studio OLE era di valutare la sicurezza e la tollerabilità di un dosaggio a lungo termine di Inotersen.

Gli obiettivi secondari dello studio includevano la comprensione della progressione basata su parametri quali il punteggio mNIS+7 ( modified Neuropathy Impairment Score +7 ) e il punteggio Norfolk QoL-DN ( Norfolk Quality of Life Questionnaire-Diabetic Neuropathy ).
Uno degli obiettivi esplorativi è stato comprendere i cambiamenti nel tempo della qualità di vita relativamente alla salute sulla base del questionario SF-36 ( Short Form 36 Health Survey ).
I dati hanno dimostrato che il trattamento con Inotersen non è associato a maggiori problematiche di sicurezza o segni di aumentata tossicità nei partecipanti allo studio trattati per periodi fino a 5 anni.
Il trattamento con Inotersen si è rivelato efficace nel corso del tempo nei pazienti sottoposti a 2 anni di terapia.
I risultati hanno altresì dimostrato che i pazienti che avevano già iniziato il trattamento con Inotersen hanno raggiunto una maggiore stabilizzazione della patologia nel lungo termine rispetto a quelli che sono passati dal placebo a Inotersen nello studio OLE.

L’amiloidosi hATTR è una malattia debilitante e progressiva scarsamente riconosciuta, causata dall’accumulo di proteine TTR che presentano un ripiegamento alterato ( misfolding ) dovuto a mutazioni ereditarie.
È caratterizzata da depositi di fibrille amiloidi in tutto il corpo, inclusi i tessuti nervosi, e può avere un impatto devastante sulla qualità di vita dei pazienti.

Inotersen viene somministrato in forma di iniezioni sottocutanee praticabili a casa una volta alla settimana, in grado di agire all’origine della polineuropatia da amiloidosi hATTR riducendo la produzione della proteina TTR.

I risultati dello studio NEURO-TTR, di fase 3, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, hanno dimostrato che i pazienti con amiloidosi hATTR trattati con Inotersen presentano un beneficio significativo rispetto ai pazienti trattati con placebo in relazione a entrambi gli endpoint co-primari: il punteggio mNIS+7, una valutazione della progressione della malattia neuropatica e il punteggio Norfolk QoL-DN.
Alla fine dello studio, ai partecipanti è stata data l’opportunità di arruolarsi nello studio OLE e continuare il trattamento con Inotersen o di passare dal placebo a tale trattamento.
Dei 139 pazienti che hanno completato lo studio NEURO-TTR, 135 partecipanti ( 97% ) hanno proseguito partecipando allo studio OLE.
Tra i pazienti inclusi nello studio OLE in corso, 85 hanno continuato a ricevere Inotersen e 50 sono passati a Inotersen dal placebo.

Nello studio OLE non sono state identificate nuove problematiche di sicurezza nei pazienti trattati con Inotersen.
Inoltre non vi sono state evidenze di aumento del rischio di trombocitopenia di grado 4 o glomerulonefrite acuta con una maggiore durata dell’esposizione a Inotersen.
Il necessario monitoraggio periodico delle piastrine e della funzionalità renale si è dimostrato efficace per la gestione dei rischi a cui sono esposti i pazienti.

Gli eventi avversi più comuni ( maggiore di 10% ) comprendono nausea, infezioni delle vie urinarie, vomito, diarrea, affaticamento, edema periferico, dolore al sito di iniezione e trombocitopenia.
Complessivamente, 19 ( 14.1% ) pazienti hanno interrotto la terapia con Inotersen a causa di eventi avversi emersi durante il trattamento ( TEAE ).
Nove ( 6.7% ) pazienti sono deceduti durante lo studio OLE, ma nessuno dei decessi è stato considerato correlato a Inotersen.

I pazienti trattati con Inotersen durante gli studi NEURO-TTR e OLE hanno manifestato riduzioni sostanziali dei livelli della proteina TTR ( riduzione media del 77% ) rispetto al loro basale dello studio NEURO-TTR.
Inoltre, i soggetti trattati con Inotersen per 39 mesi cumulativi negli studi NEURO-TTR e OLE hanno riportato un beneficio prolungato rispetto al peggioramento previsto con il placebo.
Allo stesso modo, i pazienti che sono passati dal placebo a Inotersen hanno dimostrato un miglioramento prolungato della progressione della malattia neurologica e della qualità di vita, in base alla misurazione dei punteggi mNIS+7, Norfolk QoL-DN e PCS ( Physical Component Summary ) del questionario SF-36, rispetto al peggioramento continuo previsto con il placebo.
Infine, i pazienti già trattati in precedenza con Inotersen hanno ottenuto benefici maggiori in termini di punteggi mNIS+7 ( 17.06 punti ) e Norfolk QoL-DN ( 11.89 punti ) rispetto ai pazienti passati da placebo a Inotersen nello studio OLE, evidenziando l’importanza del trattamento precoce con Inotersen nei pazienti idonei. ( Xagena2020 )

Fonte: Akcea, 2020

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