Il tè verde può ridurre l’effetto antipertensivo del Nadololo, un beta-bloccante


Uno studio della Fukushima Medical University ( Giappone ) ha mostrato che bere tè verde riduce la concentrazione plasmatica e l'effetto di abbassamento della pressione sistolica del beta-bloccante Nadololo ( Corgard ) in 10 volontari sani giovani.

È stato dimostrato che l’effetto di abbassamento della pressione di una singola dose di Nadololo era più debole dopo aver bevuto circa 2 tazze al giorno di tè verde per 2 settimane piuttosto che dopo aver bevuto la stessa quantità di acqua per 2 settimane.

Le catechine nel tè verde sono ritenute prevenire il cancro o le malattie cardiovascolari, ma potrebbero interferire con il modo in cui alcuni farmaci vengono assorbiti dall’organismo.
Bere il tè verde, pertanto, potrebbe inibire il trasporto mediato da P-GP o da OAT di Nadololo nelle cellule, alterando la farmacocinetica e la farmacodinamica del beta-bloccante.

Il Nadololo trova indicazione nel trattamento della ipertensione e della angina pectoris.

Lo studio ha riguardato 8 uomini e 2 donne di età compresa tra i 20 e i 30 anni, che avevano un indice di massa corporea di 18.3-23.9 kg/m2, erano fumatori e non stavano assumendo farmaci.
I soggetti sono stati istruiti ad astenersi dal bere tè verde o succo di mela, mirtillo, pompelmo, o arancia, dal momento che studi precedenti hanno indicato che questi succhi inibiscano l'attività di OATP1A2.

Per 14 giorni, i soggetti sono stati randomizzati a bere 700 ml/giorno di tè verde o acqua. Poi hanno ricevuto una singola dose orale di 30 mg di Nadololo.

Il periodo osservazionale è stato di 2 giorni.

Tra i soggetti che avevano bevuto tè verde, invece di acqua, durante i 14 giorni prima di ricevere la dose di Nadololo, le concentrazioni plasmatiche del beta-bloccante sono risultate ridotte del 76%.
E’ stata riscontrata un’ampia variabilità interindividuale.

Al basale, in media, i soggetti dello studio avevano una frequenza cardiaca di 67 battiti/minuto, una pressione sistolica di 114 mmHg e pressione diastolica di 71 mmHg.
Tra i soggetti che avevano bevuto acqua, dopo una singola dose di Nadololo, i cali massimi dal basale in queste misure sono stati, rispettivamente, pari al 20%, 12% e 11%.
Questi effetti, in particolare l'effetto sulla pressione sistolica, sono risultati indeboliti dopo tra i soggetti assegnati a bere tè verde.

Esperimenti in vitro hanno dimostrato che OAP1A2 è coinvolto nel trasporto del Nadololo nelle cellule e che il tè verde inibisce questa azione.
L’inibizione di OATP1A2 a livello intestinale può contribuire all’interazione tra tè verde e Nadololo, anche se il coinvolgimento di altri meccanismi non può essere escluso.

L'impatto clinico dell’interazione tra tè verde e Nadololo può dipendere anche da altri fattori, tra cui la dose di Nadololo, la quantità di tè verde ( catechine ) consumato, e l’assunzione contemporanea di altri farmaci. ( Xagena2014 )

Fonte: Clinical Pharmacology & Therapeutics, 2014

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