Epatotossicità per l’antidepressivo Duloxetina


Negli USA Eli Lilly ha informato gli Health Care Professional riguardo alla possibile epatotossicità di Cymbalta ( Duloxetina ).

Sono pervenute segnalazioni post-marketing di danno epatico, comprendente epatite ed ittero colestatico.

Alcune di queste segnalazioni indicano che i pazienti con preesistente malattia epatica che assumono Duloxetina possono presentare un aumentato rischio di ulteriore danno epatico.

Eli Lilly in accordo con l’FDA ( Food and Drug Administration ) ha modificato la scheda tecnica di prodotto.

Epatotossicità

Cymbalta aumenta il rischio di innalzamento dei livelli plasmatici di transaminasi.
Gli innalzamenti delle transaminasi epatiche hanno comportato l’interruzione del trattamento dello 0.4% dei pazienti trattati con Cymbalta.
In questi pazienti, il tempo mediano di rilevamento delle transaminasi era di circa 2 mesi.

Negli studi controllati che hanno riguardato il disturbo depressivo maggiore, aumenti dell’alanina transaminasi ( ALT ) più di 3 volte il limite superiore del valore normale si sono presentati nello 0.9% dei pazienti trattati con Cymbalta e nello 0.3% dei pazienti trattati con placebo.

Negli studi controllati che hanno riguardato la neuropatia diabetica periferica, aumenti di ALT più di 3 volte il limite superiore del valore normale si sono presentati nell’1.68% dei pazienti trattati con Cymbalta e nello 0% dei pazienti nel gruppo placebo.

Considerando l’insieme degli studi clinici controllati con placebo, l’1% dei pazienti trattati con Cymbalta ha avuto un aumento di ALT più di 3 volte il limite superiore del valore normale contro lo 0.2% dei pazienti trattati con placebo.

Segnalazioni nella fase post-marketing hanno riguardato casi di epatite con dolore addominale, epatomegalia ed aumento dei livelli di transaminasi più di 20 volte il limite superiore del valore normale, con o senza ittero.

Sono stati riportati casi di ittero colestatico con minimo innalzamento dei livelli di transaminasi.

La combinazione degli aumenti delle transaminasi e della bilirubina, senza evidenza di ostruzione, è generalmente riconosciuta come un importante predittore di grave danno epatico.

Negli studi clinici, 3 pazienti trattati con Cymbalta hanno presentato aumenti delle transaminasi e della bilirubina, con un aumento anche della fosfatasi alcalina, indicando la presenza di un processo ostruttivo; in questi pazienti c’era evidenza di un forte uso di alcol, che può aver contribuito alle alterazioni biochimiche.
Anche 2 pazienti del gruppo placebo avevano presentato un innalzamento delle transaminasi e della bilirubina.

Segnalazioni nella fase post-marketing hanno indicato che elevati valori di transaminasi, bilirubina e fosfatasi alcalina possono presentarsi nei pazienti con malattia epatica cronica o cirrotica.

Poiché è possibile che la Duloxetina e l’alcol possano interagire per causare un danno epatico, oppure che la Duloxetina può aggravare una persistente malattia epatica, Cymbalta non dovrebbe essere prescritto nei pazienti con evidenza di malattia epatica cronica o che fanno uso di alcol. ( Xagena2005 )

Fonte: FDA, 2005

Farma2005 Psyche2005 Neuro2005


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