L’efficacia della Bivalirudina è attenuata dall'uso dell’accesso radiale


È stato valutato l'impatto relativo della Bivalirudina ( Angiox ) sugli esiti di sanguinamento associato a interventi trans-radiali nella pratica reale.
Sono stati utilizzati i dati di pazienti sottoposti a intervento coronarico percutaneo ( PCI ) tra il 2010 e il 2014 in 47 ospedali che partecipavano al Consorzio BMC2 ( Blue Cross Blue Shield of Michigan Cardiovascular Consortium ).

Tra i pazienti sottoposti a interventi trans-femorali, l'uso della Bivalirudina è stato associato a una riduzione del sanguinamento rispetto agli inibitori della glicoproteina IIb/IIIa ( GPI ) ( 1.67 vs 3.46%, riduzione del rischio assoluto [ ARR ] 1.79%, odds ratio, OR=0.47, numero necessario da trattare [ NNT ] 56, P minore di 0.001 ) e all’Eparina ( 1.26 vs 1.76%, ARR=0.5%, OR=0.71, NNT=197, P minore di 0.001 ).

Tra i pazienti sottoposti a interventi transradiali è stata riscontrata una più modesta riduzione assoluta di sanguinamento con Bivalirudina rispetto a inibitore della glicoproteina IIb/IIIa ( 0.79 vs 1.41%, ARR=0.62%, OR=0.56, NNT=161, P=0.016 ) e nessuna differenza di sanguinamento rispetto all'Eparina ( 0.46 vs 0.46%, OR=1, P=1 ).

In conclusione, la Bivalirudina è marcatamente efficace nel ridurre il sanguinamento nei pazienti sottoposti a interventi trans-femorali.
La riduzione del sanguinamento associato con l'uso di Bivalirudina è da minima ad assente nei pazienti sottoposti a interventi trans-radiali.
Dato il suo minor costo e i risultati comparabili, l'Eparina deve essere la strategia anticoagulante preferita nei pazienti sottoposti a PCI radiale. ( Xagena2016 )

Perdoncin E et al, Eur Heart J 2016; 37: 1902-1909

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